RIFLESSIONI AI MARGINI DELLA TOVAGLIA



La relazione fra teatro e cibo è antica quanto la storia dello spettacolo.

Sono stati scritti lunghi trattati su questo ingenito rapporto. D’altra parte il cibo è parte essenziale della nostra vita, così come la sua rappresentazione ha caratterizzato “scenari naturali” e il realismo di grandissimi autori teatrali. L'atto del mangiare esprime il senso vero di una parte essenziale del nostro “essere”: lo stare insieme in famiglia, il racconto, la conoscenza, il confronto… la convivialità.

Tutto questo rappresentato nei luoghi


I tempi teatrali possono conciliarsi con quelli di cottura, di fruizione e di degustazione.

Mangiare e osservare è impegnativo.

Ricevere una pietanza, guardarla, sentirne il profumo mentre si ascolta una musica o si guarda un coviviale che si muove, che ti racconta, allentare le difese, abbandonarsi all’effetto del vino, del cibo, del racconto, emozionarsi con i ricordi, ridere, decidere di partecipare, condividere. Riuscire a rispettare chi riceve, perché l’atto di ingerire qualcosa preparato e servito da qualcuno è un’azione che presuppone intimità e fiducia.


Cari ragazzi, vi proponiamo oggi due sguardi diversi di animazione teatrale, di realizzazione artistica che ha come protagonista il cibo e l'atto del mangiare.


Il primo, Jan Švankmajer regista e sceneggiatore ceco. Artista surrealista, noto soprattutto per le sue opere d'animazione.


Breakfast è il primo dei tre cortometraggi grotteschi che formano la breve trilogia Food. Due uomini siedono l’uno di fronte all’altro a un tavolo, in una stanza tanto piccola da somigliare a una cella. Anche se sembra che stiamo per assistere a un interessante discorso tra due “gentiluomini”, quando la colazione sta per essere servita, le cose prendono una piega piuttosto strana…


Come nel precedente, nel secondo grottesco cortometraggio della trilogia, assistiamo a uno spettacolo gastronomico un po’ particolare, con un menù estremamente stravagante, peculiare della “cucina” surrealista di Švankmajer. I due protagonisti di Lunch, stanchi di aspettare di essere serviti dal cameriere, decidono di mangiare tutto ciò che si trova di fronte a loro; e con tutto intendiamo letteralmente TUTTO… Fiori, vestiti, lacci di scarpe, piatti, posate. Ma la loro fame sembra insaziabile e servirà un pasto davvero insolito per placarla…


A seguire Alexandre Dubosc regista francese e graphic designer

Non spaventatevi se trovate ostico lo sguardo rivolto a questi video proposti, la difficoltà di comprensione e il gradire meno, è solo una nuova chiave di lettura da trovare in voi per comprendere altro ancora da scoprire. Non arrendetevi....Lavorateci!

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Pietro Arrigoni
regista teatrale

Mi occupo di formazione, di pedagogia del teatro, organizzazione di eventi, regia teatrale, arte e letteratura e public speaking.

 

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