IN QUESTO NUOVO SPAZIO SCENICO/VITALE



SCENOGRAFIA E FUMETTOLOGICA

riflessioni nel tempo/spazio di convivenza emergenza Covid-19



“Non ho potuto fare il mestiere che mi piaceva (quello di scenografo)… però mi piaceva disegnare fumetti, quindi tutto bene” (Luigi Bona e Nessim Vaturi, “Magnus e Romanini”).

Nelle settimane di marzo, aprile e maggio avremmo realizzato le scenografie per i progetti STR. Non è stato possibile per i motivi che conosciamo. Nulla ci vieta di pensare, lavorare e trarre fascino, da una passione forse da scoprire o già conosciuta verso questa meravigliosa arte indicandovi una strada molto creativa e ingegnosa.


“Artigiano scenografo” così si è definito Magnus, Roberto Raviola, fumettista italiano.


Insofferente alle materie imposte dai professori, il diciottenne Raviola è già lettore disordinato e onnivoro non solo di fumetti, curioso e dai molteplici interessi.

Nella scenografia studiata in Accademia dovrà aver trovato una disciplina a lui particolarmente congeniale, nel suo essere arte “ibrida” e multiforme fatta di bozzettistica, disegno, pittura, architettura, studio della prospettiva, letteratura e narrativa… Tutti i saperi che confluiscono nella realizzazione della messa in scena teatrale lo trovano allievo e interprete attento. La scoperta del teatro apre nuove porte e nuovi mondi. E forse il futuro Magnus sente fin da allora, nella pratica della scenografia, un’affinità col tanto amato fumetto: per la sua dimensione di progettualità artigiana che incrocia diversi linguaggi e conoscenze.


La scenografia è presente a partire dalla lettura del copione, dalle aspettative, dalla dinamica, dallo sviluppo dei personaggi, dei luoghi, del tempo....oggetti, arredi, fondali e luci.

Prima di saper disegnare, scrivere o dipingere bisogna saper osservare. Solo così possiamo permettere al mondo esterno di penetrare dentro di noi”. (Charles M. Schulz fumettista statunitense)


progetto scenografico nel "Moby Dick" 2018/19 STR Poncarale regia di Pietro Arrigoni, scenografia Ludovico Gandellini

Creare un fumetto significa voler raccontare: una storia, un episodio, una sensazione, un fatto di cronaca. In qualunque cosa vogliamo narrare, ciò che conta è “la sincerità nel restituire.. nelle emozioni, non negli eventi” (Zerocalcare, fumettista italiano).


Immagini tratte dal progetto teatrale sullo storione 2018/19, partendo dalla pittura dell'artista Piero Tramonta, con ricerca fotografica e regia di Pietro Arrigoni, seguono immagini tratte dal progetto teatrale che racconta la nuova cucina di Auguste Escoffier, attraverso la storia, personaggi e costumi. Storia del costume di Giulia Pegollo e Alice Gariboldi di TDM Milano

Quando si crea una storia si può iniziare senza sapere niente, ma serve fare delle annotazioni all’interno della storia riguardo al mondo in cui essa si svolge” (Moebius, fumettista francese)

Quindi bisogna studiare i personaggi (che si tratti di un umano, di un animale, di un robot o d’altro). Che occhi avranno? Saranno muscolosi o snelli? Come saranno i loro volti? Nelle espressioni del volto saranno condensati i diversi stati d’animo. Ovviamente, quando lo disegneremo sceglieremo il tipo di stile che più ci sentiamo: può essere più grottesco, surreale, realistico.

Immagini tratte dal progetto di STR Dello 2018/19 "I viaggi di Gulliver"

Il fumetto ti richiede di riempire tutta una serie di buchi con la tua immaginazione di lettore. Quello che succede tra una vignetta e un’altra, quello spazio bianco che divide una vignetta dall’altra” (Zerocalcare, fumettista italiano).


Nella realizzazione del fumetto parte importante è il linguaggio.


Tra i fumettisti del passato quello che è da sempre considerato un genio del fumetto italiano è Andrea Pazienza, grande artista inventore di mondi (da Pentothal a Zanardi) un’esplosione di poesia, un misto di linguaggi (compreso l’uso del dialetto) e di linee (a volte così descrittive, altre così veloci).


Un maestro del passato che ha rivoluzionato tecnicamente l’approccio classico alla tavola è Sergio Toppi

Per realizzare una storia diceva: “Tutto contribuisce ad arricchire il proprio bagaglio di immagini e suggestioni, è come un nutrimento continuo e necessario che possiamo avere da ogni situazione: anche stando seduti su un vagone della metropolitana e osservando come cade la manica della camicia di chi ci sta di fronte”.

Una pagina per realizzare la sceneggiatura di un fumetto Una matita

Una stanza puo' essere l'ambiente scelto Una poltrona

Una finestra

Tu il protagonista

Tua l'immaginazione e la storia


I nostri progetti in corso: Bicicletta di Francesco Uberti, Il Volo di Pietro Gorlani, Marco Polo di Letizia Grassi e Irene Pompili diventano spettacolo sviluppandosi attraverso una ricostruzione grafica, scenica, costumistica, così come nasce l'illustrazione di un fumetto.


Per i piu' intraprendenti l'invito a provarci, oppure semplicemente la voglia di osservare un fumetto con occhio diverso, il bagaglio per un nuovo sguardo di lettura l'avete già riempito a lezione senza accorgervene.



Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato alle scenografie in Scuola teatro.










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Pietro Arrigoni
regista teatrale

Mi occupo di formazione, di pedagogia del teatro, organizzazione di eventi, regia teatrale, arte e letteratura e public speaking.

 

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